ISIS: LE ORIGINI DEL TERRORE

Prima Puntata

Le cause del male

Proprio in queste settimane il mondo è piombato in un clima di terrore che si sperava fosse ormai superato. I tragici attentati di Parigi, oltre al dramma dei  130 morti e centinaia di feriti, hanno scoperchiato una serie di falle nel nostro sistema sociale che investono non solo il comparto sicurezza ed i servizi di intelligence, ma anche e soprattutto i rapporti diplomatici tra i singoli Stati nazionali, la mai del tutto completata unificazione dell’Unione Europea, i rapporti commerciali esistenti tra organizzazioni terroristiche e numerosi Stati partners dell’Occidente.

Eppure non siamo dinanzi ad una novità del tutto assoluta: L’Isis altro non è che l’ultima concretizzazione, forse quella più brutale, di una corrente di pensiero estremistica, che varie volte si è manifestata nel corso di questo secolo e nell’ultima parte di quello trascorso.

Già dagli anni 90’ infatti, con gli attentati alle ambasciate americane in Tanzania e Kenya, l’estremismo islamico si era tramutato in atti e fatti concreti, e da quel momento in poi non si era mai più fermato. Come dimenticare l’ 11 settembre 2001, oppure gli attentati ai treni spagnoli, alla metro di Londra, all’Hotel in Tunisia, fino ad arrivare a Charlie Hebdo e infine Parigi e il Mali.

Le sigle terroristiche si susseguono nel tempo, variano, si fondono e poi si fanno la guerra, ma l’unico filo conduttore che lega tutto questo terrore è il farlo in nome di Dio, quel Dio chiamato Allah.

Tuttavia accomunare le singole organizzazioni in un unico calderone sarebbe troppo semplicistico, e non analizzerebbe a fondo le ragioni che hanno portato a questo inasprimento del “conflitto di civiltà” attualmente in corso. Nè spiegherebbe infine le responsabilità che molti Paesi occidentali hanno in questa vicenda.

Occorre quindi fare un Po’ di chiarezza.

La madre di tutti i problemi va ricercata nella questione Palestinese: il mancato riconoscimento della Palestina come Stato a tutela degli importanti interessi di Israele, nonché le colonizzazioni abusive da parte di questi ultimi nella striscia di Gaza hanno innescato la miccia di una mai sopita tensione tra Cristiani ed Ebrei da un lato e Musulmani dall’altro.

Senza dilungarci troppo, le successive invasioni dell’Afghanistan ad opera prima dei Sovietici e poi degli Americani, Le guerre in Iraq, Libano, Somalia, Cecenia, ecc., hanno dato ai fondamentalisti islamici l’occasione di reclutare numerosissimi disperati che vivevano ogni giorno l’orrore della guerra, e ai quali era stata data una nuova possibilità: Il Jihad, la guerra santa, il senso di appartenenza ad un obiettivo comune per il quale vale ben la pena morire.

Nascono e si sviluppano così Hezbollah in Libano, Hamas in Palestina, Boko Haram, ma sopratutto al Qaeda, “La Base”, organizzazione nata dalla fusione tra i gruppi islamisti di Ayman Al Zarqawi, sceicco egiziano del terrore, e Osama Bin Laden, plurimiliardario saudita con sponsor importanti dietro le spalle.

Gli attentati alle Torri gemelle segnano l’apice della carriera di Al Qaeda, che, da quel momento in poi verrà decimata dagli Americani, che arriveranno, nel 2011 a scovare ed eliminare Bin Laden in un compound di Abbottabad in Pakistan.

Sembrava in quel momento che il regno del terrore fosse finalmente finito, e che i paesi arabi finalmente si avviassero alla democrazia ed alla modernità.

Ma l’Occidente sottovalutò la Primavera Araba. Le manifestazioni di piazza Taksim in Egitto contro Moubarak, quelle in Libia contro Gheddafi, e soprattutto quelle in Siria contro Bashar al Assad, diedero infatti l’occasione a qualche sprovveduto governante occidentale di appoggiare incondizionatamente i movimenti di ribellione ai regimi, senza prima verificare chi fossero questi ribelli.

Quando infatti ci si accorse che le milizie islamiche, inizialmente infiltratesi negli eserciti di liberazione avevano poi iniziato una guerra parallela per la costituzione di uno Stato Islamico era ormai troppo tardi.

E così in Siria erano entrate migliaia di guerriglieri jihadisti mandati da quello che era rimasto di Al Quaeda, non distrutta, ma sicuramente indebolita, sotto il nome di Jobhat al Nusra. Questa organizzazione, sebbene di stampo terroristico, tuttavia cercava di proteggere la popolazione civile dalla guerra civile in corso, combattendo unicamente con l’obiettivo di cacciar via il regime di Bashar al assad dalla Siria. Lo stesso accadeva in Libia contro Gheddafi, governante pazzo e criminale sì, ma che aveva rappresentato un tappo all’avanzata del fondamentalismo religioso fino ad allora, e che il Presidente Francese Sarkozy aveva sconsideratamente e unilateralmente deciso di eliminare.

In Iraq invece il ritiro delle truppe americane aveva lasciato un Paese completamente frammentato ed in preda ad una miriadi di organizzazioni terroristiche, con un’autorità centrale non in grado di mantenere l’ordine e garantire i servizi essenziali alla popolazione.

Era infatti successo che gli americani avevano lasciato il potere in mano ai musulmani di confessione sciita, maggioranza nel paese, ma che era stata torturata e maltrattata durante il regime di Saddam, che invece appoggiava i sunniti, minoranza in Iraq, ma stragrande maggioranza nel mondo Arabo. Era quindi successo che gli sciiti avevano iniziato a vendicarsi sui sunniti, i quali, a loro volta, si erano iniziati a costituire in milizie organizzate e dedite ad attacchi terroristici.

Ebbene è proprio in questo momento che in Iraq succede qualcosa di importante, che analizzeremo nella prossima puntata

POSITANONUOVA.COM

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