LA NASCITA DI UNO STATO

Seconda Puntata

Ci eravamo lasciati la settimana scorsa con un’analisi sulle origini del fenomeno terroristico di stampo islamico, fino alla guerra settaria tutta all’interno dell’Islam, tra sunniti da un lato, sciiti, alawiti ed altri dall’altro lato.

Ebbene è proprio in questo momento che in Iraq succede qualcosa di importante.  Nasce infatti quello che poi assumerà la forma definitiva dello Stato Islamico di Iraq e di Siria

Questa nuova organizzazione, prima generatasi e poi distaccatasi da Al Qaeda stessa in Iraq, prima invade importanti città Siriane e  irachene, come Aleppo, Mosul e Najaf, acquisendo il controllo del territorio, e successivamente interviene anche in Libia, sfruttando le guerre civili in corso  e combattendo una guerra parallela che l’aveva portata a conquistare man mano grandi porzioni di territori in Libia tra Sirte e Misurata, ma soprattutto in Siria,  nel cui cuore, la città di Al – Raqqa, viene stabilita infine la capitale del nuovo Califfato Islamico dal Califfo Abu Bakr Al Baghdadi, un imam sunnita, personaggio apparentemente di secondo piano, tanto che era stato detenuto dagli americani a Camp Bucca per 4 anni e poi rilasciato perché considerato innocuo.

Invece, questo personaggio molto misterioso assurge a ruolo di guida assoluta di un’organizzazione che si presenta completamente diversa dalle altre .

Questa organizzazione, caratterizzata da una grande brutalità, non ha come scopo principale la cacciata degli occidentali  dal medio oriente; questo gruppo di Potere anomalo  intende infatti sostituirsi ad uno Stato vero e proprio, amministrando la legge, gestendo il territorio, riscuotendo le tasse e fornendo servizi sociali.

Il problema è che la legge di cui si parla è la Shar’ia nella sua interpretazione più estrema, in nome della quale è lecito tagliare mani e piedi a chi ha rubato, lapidare una donna adultera, morire infine martire in nome di Allah.

Giustificati da un fantomatico richiamo al Corano infatti, questo gruppo associa ad uno strettissimo controllo del territorio, ad una strategia del terrore in nome della costituzione, ormai avvenuta, e futuro ampliamento del Califfato Islamico, entità statale che governi, secondo i loro piani, tutto il medio e vicino oriente, nonché il Mediterraneo, Italia e Spagna compresa, entro il 2020.

Per raggiungere l’obiettivo non esitano ad usare una crudeltà mai vista prima, collegandola ad una teatralità che sembra studiata appositamente per alimentare il terrore nelle vite degli Occidentali. Nel conquistare i territori infatti, queste milizie, esaltate da un mix allucinogeno di Captagon ( una potentissima droga mediorientale) e indottrinamento religioso, non esitano a stuprare e ridurre in schiavitù donne di diversa confessione, uccidere uomini decapitandone la testa (famoso l’ormai morto Jihadi John, boia tagliagole dall’accento occidentale, colpito dagli americani qualche giorno prima della strage di Parigi).

Come ha potuto l’Occidente permettere che una così pericolosa minaccia prendesse potere diventando addirittura Stato?

Le ragioni sono varie, a partire dalla mai definita strategia occidentale in medio oriente, che con una mano vorrebbe portare la democrazia in un mondo che non la vuole, ma che con l’altra mano continua a sfruttare gli immensi giacimenti di petrolio e gas naturale che, ironia della sorte, sono concentrati tutti lì.

E’ inoltre l’indottrinamento folle ed il senso di appartenenza ad un obiettivo comune, la Hijra, il ritorno di tutti i musulmani nel Medio Oriente per la costituzione dello stato islamico che rappresenta un fortissimo collante, soprattutto tra le masse di giovani senza lavoro facilmente indottrinabili in carcere, nelle moschee, nei quartieri a rischio. Ed è proprio la Hijra a giustificare questo record di Foreign Fighters, combattenti stranieri che si uniscono alla causa, anche loro in nome della Jihad.

Ma il motivo principale dell’avanzata del Califfo sta nell’aver permesso, da tempo, che Stati partner Occidentali, quali Arabia Saudita, KuWait e Turchia solo per citarne alcuni, da un lato intrattenessero rapporti commerciali con America ed Europa, e dall’altro facessero l’occhiolino ad ogni sorta di terrorismo islamico succedutosi nel tempo, da Al Qaeda a Isis. Del resto in Arabia Saudita stessa è da tempo in vigore la Shar’ia, e la casa regnante saudita appartiene al Wahabismo, corrente fra le più ortodosse dell’Islam, tendente al fondamentalismo, e soprattutto in forte contrapposizione con l’Islam Sciita.

Questo lassismo occidentale ha fatto sì che l’unica forza che si contrapponesse fisicamente all’Isis fosse quella dei Peshmerga, veterani curdi che, con enorme coraggio, hanno affrontato le forze dell’Isis, e infine sconfitto, riconquistando il territorio del Sinai, di fondamentale importanza strategica perché  taglia in due i territori di Isis di Siria e Iraq, ora non più collegati, e soprattutto perché la citta di Sinjar era stata teatro della più vergognosa forma di violenza etnica degli ultimi tempi da parte dei miliziani isis contro la minoranza Yazida, considerata come apostata, e di cui gli uomini furono uccisi e le donne stuprate e ridotte in schiavitù e poi vendute al mercato agli stessi miliziani Isis. Un massacro di migliaia di persone.

Ebbene siamo arrivati ai nostri giorni. Nella prossima ed ultima puntata analizzeremo i possibili scenari che si prospetteranno nel breve e medio termine.

 

Positanonuova

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