Un week end a Positano

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Agata e Caterina

 

Volevamo ringraziare tutta Positano GRAZIE POSITANO. Vi vogliamo raccontare l’ultimo week end trascorso a Positano. Partenza da Casaluce  venerdì pomeriggio diretti in una B&B a Positano. All’ingresso della strada una vigilessa ci chiede 5 euro per entrare, l’autista che ci accompagna resta meravigliato ma poi sostiene che una volta tanto si può fare e noi passeggeri dovevamo pagare un euro ciascuno in più di quanto pattuito.

Arrivo in B&B verso le 19,00, una casa bellissima, ospitale, per noi cinque, tutte ragazze. La sera andiamo a cena in un ristorante sul marciapiedi, si è mangiato benissimo, solo un po di traffico di persone che inciampavano nei tavolini e di auto, moto e pulmini che emettevano smog e anche un furgoncino della spazzatura che  puzzava. Finito di mangiare siamo andate verso la spiaggia bellissima, tanta gente, tanti giovani e abbiamo anche fatto conquiste con ragazzi anche loro in vacanza. Tutti insieme siamo andati all’unica discoteca dove abbiamo ballato e sballato fino al mattino. Sabato sveglia a mezzogiorno, colazione e passeggiata per i negozi. Rientro in B&B, riposo e preparativi per la cena e per un’altra serata più trip della precedente. Appuntamento con i ragazzi all’ingresso della discoteca e appuntamento con l’autista alle quattro del mattino per riportarci a Casaluce. Una nottata indimenticabile, a parte le conquiste fatte, la musica, la spiaggia, il mare calmo, la luna e noi una più sbronza dell’altra. Verso le tre ci avviamo verso la strada dove ci aspettava il pulmino, a cantare, fumare, bere riuscivamo a stento a reggerci in piedi. Nessuno ci ha detto niente, nessuno si è lamentato del casino che facevamo, qualcuna ha pure vomitato, si cantava ad alta voce ma non eravamo solo noi, c’erano tanti altri ragazzi più o meno nelle stesse condizioni. Arrivati in  piazza c’erano un sacco di auto, furgoni, taxi e pure il nostro pulmino che per caricarci sbronzi come eravamo, ha impiegato un po di tempo formando una fila di auto strombazzanti a quell’ora del mattino. Nessuno, dico nessuno, ne cittadini, ne villeggianti degli alberghi, ne vigilanti, nessuno, massima libertà. Noi a Positano l’unica persona in divisa la abbiamo incontrata solo quando siamo arrivate per pagare le 5 euro.

Qui a Casaluce lo stiamo raccontando a tutti e a tutti stiamo dicendo di andare a Positano dove tutti sono liberi di fare quel che vogliono. Grazie Positano.

Tiriamo le somme dopo il consiglio Comunale

Per l’ennesima volta ormai Ci viene presentato un Rendiconto di gestione con i conti in ordine  come se si fosse fatto chissà quale miracolo. Nessuno dice che in realtà il bilancio comunale chiude in attivo da oltre venti anni, per merito innanzitutto dei cittadini che lavorano e pagano le tasse.

Non si dice invece che il risultato di quest’anno, il 2015,  segna un peggioramento nell’equilibrio di bilancio di oltre 350.000€, peggioramento dovuto a minori entrate e a maggiori spese, come del resto non ha mancato di sottolineare il revisore dei conti.

Eppure abbiamo suggerito a questa come alla precedente amministrazione di istituire, ad esempio, la tassa di soggiorno, grazie  alla quale avremmo la possibilità di reinvestire come minimo un milione di Euro  ogni anno nel nostro Paese, eppure tutto tace, si continua a fare orecchie da mercante, senza che si capisca peraltro il perché di questa presa di posizione.

Cio’ perché un paese come il nostro  merita continui investimenti strategici nelle infrastrutture, nella logistica, nei trasporti; invece qui l’unica infrastruttura che si può vedere in 6 anni di amministrazione è l’inauguranda piazza dei Racconti; una piazza che, parliamoci chiaro, ci sarebbe potuta anche stare, magari come scalo merci della spiaggia,(e non sicuramente come anfiteatro), se solo qualcuno avesse prima pensato a risolvere il problema della puzza che continua a sentirsi dal Depuratore.

O Vogliamo parlare dell’odore ancor più sgradevole  che si sente in alcune zone del paese in determinati orari, come ad Esempio Liparlati oppure spiaggia grande ?

L’ampliamento della casa comunale doveva finire in un anno ( nel 2010); ancora, purtroppo non se ne vede la fine.

Del parcheggio con ascensore a palazzo Perrella non se ne sente più parlare.

La strada di Montepertuso è sempre uguale e nessuno ha fatto nulla per risolvere il problema della presa in gestione. Intanto, senza di colpo ferire, scompaiono alcuni posti auto residenti di fondamentale importanza, mentre si preservano “altri” posti auto che mai si sarebbero dovuti concedere.

Perché quest’amministrazione parla soltanto quando fa mezza cosa buona? Il resto non interessa? Non  interessa rispondere ai cittadini che pongono continuamente domande sulle loro mancanze, non interessa rispondere all’opposizione. L’atteggiamento ormai è del qui comando io, tutti zitti e che nessuno si lamenti!

Noi dell’opposizione non vogliamo innescare polemiche, lo stiamo dicendo in tutti i modi possibili: noi vogliamo solo il bene del Paese e siamo qui per cercare di fare qualcosa di concreto. Allora iniziamo a parlare dei problemi veri del paese e di come risolverli.

Abbiamo chiesto l’istituzione delle commissioni consiliari composta da maggioranza e minoranza per poter dare una mano e snellire il lavoro amministrativo. Ma sino ad oggi non c’è stata risposta.

Abbiamo chiesto l’istituzione di una commissione mista, composta da cittadini, tecnici e rappresentanti delle istituzioni per sanare rapidamente le brutture del paese; anche qui nulla, neanche un cenno.

Abbiamo chiesto di modificare alcuni regolamenti in senso più democratico, nulla ancora. Eppure rappresentiamo oltre 1000 cittadini in questo Paese.  Ripetiamo, non abbiamo voglia di fare polemiche, vogliamo solo il bene del paese.  

 Ma quest’amministrazione non ci sente, anzi, non vuole sentirci, come non vuole ascoltare nessuno.

Noi crediamo che sarebbe davvero necessaria una bella ventata di Democrazia in questo paese.

 

Positano Nuova

Sull’asfalto nuovo, segnaletica o …..Madonnari ?

Non esiste una normativa nazionale di riferimento che regolamenta la possibilità di esercitare l’arte dei dipinti su strada essendo eventualmente i singoli Comuni ad emanare regolamenti in materia, appunto perché si presume che i politici e gli addetti ai lavori essendo locali, conoscono le esigenze della comunità e si regolano di conseguenza. I nostri governanti invece sembra che stiano partecipando ad un concorso riservato a Madonnari. Le nostre sollecitazioni e l’impegno del governo a far asfaltare in tempi rapidi i tratti che interessano il nostro territorio sono da apprezzare; a seguire però ci sono le critiche, gli appunti, i giudizi e soprattutto tante domande: con l’ultima segnaletica fatta, quanti posti auto residenti sono rimasti per i residenti ? Quanti posti per disabili ci sono? Certamente ora in 100 metri ce ne sono 3 e posizionati, alcuni, in posti poco sicuri; quanti posti motorini ? quelli che stavano sulla rampa di accesso al depuratore, dove si prevede di sistemarli ? perché alcuni spazi sono differenti dagli altri (vedi foto) e ancora, dei parcheggi in roccia ne vogliamo parlare ? noi pensiamo che pure gli omini raffigurati sull’asfalto se lo chiedono e si aspettano risposte. Ma in molte parti queste aree dedicate ai pedoni (vedi foto) la strada è rotta e malandata e facilmente si rischia di cadere pretorio come è successo alcuni giorni fa proprio sotto gli occhi di chi comanda, che si è riguardata bene dal soccorrere.  Coraggio, abbiate fegato, anche se non sono idee vostre, riceverete sicuramente gratificazioni se realizzate quanto previsto qualche decennio addietro. I servizi ai cittadini se fatti bene portano gratifiche, apprezzamenti e soddisfazioni.

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Domani 17 aprile si vota

Cari Concittadini,

Domani, 17 aprile si apriranno le urne per il cosiddetto referendum sulle trivelle.
A nostro avviso si tratta di una questione piu’ di principio che di sostanza, in quanto, come ormai sappiamo bene ( vedi nostro articolo su http://www.positanonuova.com), il referendum in questione ha ad oggetto solo la prosecuzione delle trivellazioni gia’ esistenti, ed entro le 12 miglia dalla costa, che, in particolare sono 21 in tutto il territorio nazionale. (Le nuove trivellazioni sono gia’ vietate per legge)

Tuttavia io credo che sia un nostro dovere andare a votare, e sopratutto un obbligo morale VOTARE SI al quesito che ci verra’ proposto.

Dicevo, e’ un obbligo morale perche’ noi siamo L’Italia, il Belpaese, la terra del sole, del mare, e a mio avviso e’ davvero ridicolo consentire a poche aziende, perlopiu’ straniere, e che assumono ben pochi italiani, di continuare a bucare il nostro sottosuolo oltre i 40 anni dall’inizio della perforazione.

E’ davvero ridicolo pensare che un Paese che dovrebbe e potrebbe vivere solo ed esclusivamente di turismo, preferisce consentire a poche multinazionali di continuare a distruggere il nostro ecosistema per tirare fuori dalle viscere della terra cio’ che corrisponderebbe, in termini di petrolio e gas, neanche all’1% del nostro fabbisogno energetico nazionale.

Ma E’ sopratutto davvero ridicolo continuare a puntare sul combustibile fossile, che pian piano ci sta portando alla rovina, in quanto causa principale del riscaldamento terrestre, e cio’ e’ ancora piu’ ridicolo quando si pensa che l’italia e’ capace, gia’ ora, di produrre ben il 38% del nostro fabbisogno energetico attraverso le energie rinnovabili, e cio’  nonostante tutte le difficolta’, ormai ben note, dovute a burocrazia, clientele, malaffare.

Non sono uno scienziato, per cui non mi permetto di entrare nel merito della questione perche’ non ne ho le competenze, ma da cittadino comune quale sono, non posso accettare di continuare ad esser preso in giro.

Il mare e’ la prima risorsa di questo Paese, ed il sole la seconda; pensassero piuttosto i nostri amministratori a puntare su di essi, ad esempio dandosi una mossa a costruire dei depuratori finalmente funzionanti, e a portare rispetto verso la natura che e’ stata cosi’ generosa con noi, invece di continuare a prenderci in giro distruggendo il nostro ecosistema per nulla o per pochi.

So che il periodo e’ particolare, la stagione e’ gia’ iniziata, e comincia a far caldo.

So che ognuno di noi ha iniziato a lavorare, ha i suoi impegni, ecc.

Ma so anche che, se io non andassi a votare, lunedi mattina non riuscirei piu’ a guardarmi allo specchio. E sono sicuro che in molti la pensano allo stesso modo.

Probabilmente cio’ non servira’ a nulla, i poteri forti sono gia’ tutti schierati per il non andare a votare, e probabilmente l’avranno vinta anche questa volta.

Ma almeno, votando, avremo salvato le nostre coscienze individuali, e questo per me e’ gia’ tanto.

Per questo invito tutti quanti a votare si al referendum per evitare il protrarsi di trivellazioni davanti alle nostre coste.

Se queste parole avranno convinto anche una sola persona a recarsi alle urne per me sara’ una grande vittoria, perche’ vorra’ dire che uno in piu’ avra’ aperto gli occhi.

Cordialmente

Luca Vespoli
Consigliere Comunale
Capogruppo Positano Nuova

Il 17 Aprile cosa andiamo a votare? SI o NO alle trivelle in mare: ecco cosa sapere

Con il Referendum Trivelle del 17 aprile i cittadini devono pronunciarsi sull’abrogazione della legge sulle trivellazioni “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”. La norma sottoposta a referendum abrogativo si trova nella legge di Stabilità 2016 (APPROFONDISCI QUITUTTE LE MISURE CONTENUTE NELLA LEGGE DI STABILITA’ PER IL 2016).

Referendum Trivelle: analisi del quesito

L’oggetto del referendum del 17 aprile sono solo le trivellazioni che effettuate entro le 12 miglia marine (che corrispondono a circa venti chilometri). Non sono quindi la maggior parte delle trivellazioni in acque italiane, complessivamente 66 e collocate soprattutto oltre le 12 miglia, e dunque fuori dal referendum.

Parliamo solo di quelle localizzate entro le 12 miglia. In tutto sono 21:
7 in Sicilia,
5 in Calabria,
3 in Puglia,
2 in Basilicata,
2 in Emilia Romagna,
1 nelle Marche,
1 in Veneto.

Queste vengono effettuate da compagnie estrattive diverse, sulla base di una concessione che dura inizialmente 30 anni, poi prorogabile per due volte, cinque anni ciascuna. In totale: 40 anni. Più altri cinque possibili.

Cosa succede dopo i 40/45 anni? Secondo la normativa vigente oggi scaduta la concessione finisce la trivellazione.

Il provvedimento del governo Renzi, cioè la norma inserita nella legge di stabilità, dice che anche quando il periodo concesso finisce, l’attività può continuare fino a che il giacimento non si esaurisce.

I referendari chiedono che questa novità sia cancellata e si torni alla scadenza “naturale” delle concessioni.

Il quesito del referendum del 17 aprile non riguarda le possibili nuove trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa inquanto sono e rimarranno vietate per legge. Si decide il destino di 21 trivellazioni già esistenti e in funzione nel nostro mare, entro le 12 miglia. Il decreto legislativo 152 prevede già il divieto di avviare nuove attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi gassosi o liquidi entro le 12 miglia, per cui il referendum agisce solo su quelle già in essere.

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